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GLACISSE

Ingredienti dalle profondità del ghiacciaio

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Il segreto di questi prodotti è l‘acqua più pura, che sgorga da una sorgente a 2.845 metri.

ACQUA GLACIAL® e l'estratto minerale MICA GLACIAL® rendono Glacisse una linea assolutamente unica.

Glacisse stimola i processi antiossidanti e protegge le cellule dai radicali liberi, che rappresentano una minaccia per la pelle. Inoltre garantisce un’idratazione duratura, assicurando alla pelle tonicità ed elasticità.

Il segreto del ghiacciaio

Da oltre 20 anni Paul Grüner gestisce il Rifugio Bella Vista in Val Senales (Alto Adige), nel cuore delle Alpi Venoste.
Il più importante crinale alpino rappresenta il confine tra Austria e Italia: il ghiacciaio del Giogo Alto si trova direttamente dietro il rifugio.

Questo ghiacciaio ha affascinato il visionario gestore del Bella Vista fin dalla sua infanzia.
Ogni anno, quando nei mesi caldi la neve si ritirava lasciando il ghiaccio splendere al sole, notava che rimanevano dei piccoli cumuli di sabbia molto fine.
Anche le poche piante sul bordo del ghiacciaio fiorivano con colori intensi.

Paul Grüner riconobbe il dono della natura e ne intuì tutta la forza: a conferma della sua intuizione esistono storie e tradizioni scritte, relazioni su antiche cure che venivano fatte sul ghiacciaio del Giogo Alto.
Il cavaliere barone von Alpenburg rilevò soprattutto “un rallegramento dell’anima nelle persone scontrose”, ma descrive anche la guarigione da malattie.

Georg Götsch, medico e glaciologo di Merano, scrive delle sue esperienze e delle “proprietà curative” del ghiacciaio, che riguardano anche malattie della pelle.

Paul Grüner ha voluto indagare il segreto della forza curativa e rinvigorente del ghiacciaio, che lui stesso percepiva da anni: ha raccolto sottile polvere di ghiacciaio e rocce e si è messo al lavoro.
Dopo anni di intensa ricerca, in collaborazione con rinomate università e istituti di ricerca, è riuscito a sviluppare un’eccezionale linea di cosmetici curativi dalle straordinarie proprietà idratanti e tonificanti.

Storia

In “Pianeta Alpi” Hans Haid, storico e studioso delle Alpi, scrive del cavaliere Barone von Alpenburg, che nel 1858 attraversò le montagne e le valli delle Alpi Venoste cercando, indagando e prendendo appunti:

La sua descrizione dettagliata, a tratti poetico-romantica, a tratti precisissima e realistica della terra e della gente, rientra tra i più importanti scritti su questa regione. Da nessuna altra parte, nella letteratura alpina locale e nei diari di viaggio, ho scoperto informazioni così significative raccolte da un naturalista sul ghiacciaio e sul ghiaccio.

Cavaliere Barone von Alpenburg

Dagli scritti del cavaliere Barone von Alpenburg: “Per amor di scienza si costruisce la sua capanna nel mondo del ghiaccio eterno. Sa che esso, in apparenza morto e rigido, contiene una vitalità piena di segreti profondamente nascosti, della quale finora non si conoscono precisamente né la forma né la leggi… Ora si hanno a disposizione soltanto vecchie leggende e osservazioni più recenti da parte di guide turistiche, pecorai e altre persone a stretto contatto con il ghiacciaio: non appena le persone scontrose e silenziose, oppure gli stranieri che parlano a monosillabi percorrevano il ghiacciaio e arrivavano sui grossi sentieri di ghiaccio, subito diventavano allegrie loquaci, e persino i più vecchi saltavano felici come giovinetti… Questo spiega anche l’usanza di alcuni pastori, i quali, quando si sentivano poco bene, si stendevano a lungo sul puro ghiaccio, oppure si trattenevano nei crepacci, per “rinfrescarsi” e curarsi…”.
Alpenburg descrive alcuni casi, come quello di Gallmeier Jak (1837), del chirurgo Anton Götsch di Ciardes (1848) o di Johann Platter di Senales (1856), che sono tutti stati curati per mezzo del ghiaccio. “Nel frattempo a Naturno e Sonnenberg la gente acquisisce sempre più fiducia, e qualche misera capanna di pastori ospita dei pazienti…”.

Georg Götsch – medico e glaciologo

Georg Götsch scrive nel 1864: “L’influsso del ghiacciaio rende l‘uomo completo. Sebbene la pura aria leggera e le fresche sorgenti delle Alpi abbiano un effetto benefico sulla maggior parte delle persone, subentrano spossatezza e affaticamento con il clima secco e caldo, perché la traspirazione è molto forte per via della ridotta pressione atmosferica. Al contrario, vicino ai ghiacciai, dove la forte evaporazione e l’effetto di raffreddamento assicurano sempre un elevato livello di freschezza e umidità, tale spossatezza e affaticamento non si verificano mai.
Pertanto viene stimolato anche il metabolismo e di conseguenza l’appetito; il respiro diventa facile, il movimento quasi senza fatica, aumentano i bisogni, il sonno è senza sogni e lo spirito libero ed elevato; si contempla il favoloso panorama in uno stato d’animo quasi continuamente poetico.
Comunque, passati i primi otto giorni di acclimatamento, non soltanto l’uomo sano nei pressi del ghiacciaio si sente bene e si gode la vita appieno senza affaticamento, in certi casi questo soggiorno può anche migliorare le condizioni di salute.
Giovani individui con problemi di crescita, soggetti di costituzione debole e coloro per i quali è indicato un cosiddetto cambio d’aria non potrebbero trovare luogo più adatto o casa di cura più economica di un soggiorno da sei a dieci settimane nei pressi di un ghiacciaio, vicino all’aria così leggera e pura, sorgenti così fresche e soprattutto il grasso e nutriente latte di capra, specialmente presso i ghiacciai che si estendono in profondità nella conca della valle, come per esempio a Solda e Pitztal.
Persino malattie esterne, come ad esempio vecchi geloni, ulcere dei piedi persistenti, rosacea (rosacea – acne rosacea: malattia cronica della pelle. Si origina da eritema che si manifesta sul viso, in particolar modo sul naso, e successivamente si estende a guance e fronte.) e molte altre, sono state curate rapidamente e visibilmente grazie agli influssi benefici del ghiacciaio, tenendo le parti malate sul ghiaccio o vicino a esso per ripetute volte.
Insieme al freddo, qui potrebbe avere inciso un’altra circostanza, ovvero la proprietà del ghiaccio del ghiacciaio di trattenere l’ossigeno e quindi di disossidare il corpo.

Per questo sul ghiacciaio gli oggetti metallici vengono trovati sempre intatti, e nei crepacci la carne degli animali diventa in breve tempo completamente bianca”.

Minerale di roccia metamorfica

I micascisti sono rocce metamorfiche che, diversamente dagli scisti argillosi, sono state sottoposte a un elevato grado di trasformazione.
Sono ex argille che, per via dei movimenti tettonici (movimenti della crosta terrestre), nel corso di milioni di anni sono state spinte nelle zone più profonde della crosta terrestre.
I micascisti sono rocce a grana da media a grossa, dalla struttura in genere visibilmente metamorfica, con allineamento parallelo (tessitura parallela).

La quota di fillosilicati (soprattutto muscovite e biotite, secondariamente anche paragonite) supera il 50 percento, mentre quella di feldspato si attesta sotto il 20 percento.
Oltre al quarzo, sono presenti anche granato, staurolite, tormalina, cianite e altri minerali. I granuli sono per lo più riconoscibili a occhi nudo o almeno con la lente, e in qualche caso possono essere lunghi alcuni centimetri.

Caratteristica dei micascisti è la lucentezza setosa sulla loro superficie, dovuta alle neoformazioni minerali durante la metamorfosi.

In questo caso si tratta di mica sericite e micamuscovite.

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